Fuori Campus per Fantacity 2012: creatività, imprenditorialità e divertimento
26 aprile 2012 - eventi
Tags: Agribosco, Andrea Violetti, Fantacity, Farchioni Olii Spa, Gianluca De Angelis, Marzio Presciutti Cinti, Regione Umbria, Scienze della Comunicazione, Smemoranda, Unipg
Stay creative e Magic Box & Europe Quiz Show, gli eventi firmati Fuori Campus
In occasione della sesta edizione del Fantacity Festival di Perugia, il corso di laurea interfacoltà in Scienze della Comunicazione ha partecipato con il suo laboratorio Fuori Campus all’organizzazione di due degli eventi in programma. Se puoi sognarlo, puoi farlo: questo il claim della manifestazione dedicata alle attività per bambini e ragazzi che, con i suoi numerosi appuntamenti, ha “colorato” le location più prestigiose del centro storico di Perugia dal 20 al 22 aprile 2012.
Un gruppo formato da 4 studenti, selezionati nell’ambito di Fuori Campus, e da 3 docenti-tutor – Flavia Baldassarri, Giuseppina Bonerba, Cecilia Chirieleison – ha lavorato alla realizzazione del laboratorio Stay creative e dell’incontro Magic Box & Europe Quiz Show.
Il primo dei due eventi, venerdì 20 aprile, ha coinvolto due eccellenze fra le aziende umbre: Farchioni Olii Spa e il suo Direttore generale Andrea Violetti, e Agribosco con la partecipazione dell’Amministratore Marzio Presciutti Cinti. I due ospiti sono intervenuti raccontando alla platea formata da studenti delle scuole superiori le loro rispettive storie aziendali. I docenti-tutor, con le loro spiegazioni tecniche sul management e sulla comunicazione, hanno fornito suggerimenti ai ragazzi chiamati a cimentarsi nella creazione del nome e dello slogan per il nuovo prodotto realizzato da Agribosco. Il prodotto in questione è una marmellata biologica priva di zuccheri aggiunti, dolcificata con la stevia, le cui caratteristiche sono state enfatizzate dalle proposte creative degli studenti. Benché tutte le idee abbiano suscitato l’entusiasmo di docenti e imprenditori, “Fruttolata” è il nome che ha permesso ad una delle tre classi di guadagnarsi il primo posto.
Il secondo incontro, sabato 21 aprile, è stato organizzato con la collaborazione di Smemoranda che, in occasione del festival ha realizzato uno dei video di lancio della nuova campagna pubblicitaria per l’Agenda 2012-2013, ha messo in palio i premi per un quiz che, ancora una volta, ha coinvolto i ragazzi delle scuole superiori. Gli studenti divisi in due squadre si sono sfidati “a suon di buzz” su una serie di domande sull’Europa, la sua storia e le sue istituzioni, dopo una mini-lezione formativa tenuta da Alessandra Antognelli di Europe Direct. Ad ogni risposta esatta veniva consegnato un “oggetto magic”. Ecco che è entrato nel vivo il MagicBox, il gioco attraverso il quale i ragazzi, anche con l’aiuto degli oggetti magic conquistati in precedenza, sono giunti alla risoluzione di un rebus, disegnato da Loma (Matteo Lombardi, un nostro laureato in Comunicazione d’Impresa, ex fuoricampista pure lui!). La squadra che ha indovinato si è aggiudicata le smemoborse (borse della linea Diagonal) e i suoi componenti hanno gareggiato individualmente su una serie di domande sulla ”Europa… questa sconosciuta!”, facendosi portavoce della scuola di appartenenza. Il vincitore del secondo round ha fatto guadagnare alla sua scuola un assegno di € 300, messo in palio dalla Regione Umbria, rappresentata da Mara Fraticelli, Responsabile delle attività di comunicazione, attraverso il Fondo sociale europeo. Per il gioco il notaio, Mr NO, è stato un personaggio veramente speciale: Gianluca De Angelis, comico del duo Sagapò di Zelig.
Per questa edizione 2012, si è scelto di mettere in luce alcuni temi sociali quali la legalità, di cui si è dibattuto nell’incontro con Pino Imperatore, autore del libro ”Benvenuti in casa Esposito”, la droga e le separazioni, al centro dei due action mob organizzati rispettivamente sabato 21 aprile e domenica 22 aprile, l’ambiente e i diritti sociali.
La kermesse dedicata alla creatività, all’apprendimento e alla fantasia si è chiusa domenica 22 aprile con grande soddisfazione degli organizzatori e di Fuori Campus, che chissà che cosa riuscirà a combinare nella prossima edizione che si terrà dal 19 al 21 aprile 2013.
Piano e Piani di Comunicazione: appuntamento per il 21 marzo
16 marzo 2012 - seminario
Tags: Cantina Signae-Cesarini Sartori, Comune di Perugia, Consiglio Regionale dell'Umbria, Fuori Lab, Gmf-Grandi Magazzini Fioroni, piano di comunicazione, Radiophonica, Scienze della Comunicazione, seminario, Unipg
Ricette per un buon piano di comunicazione create dai fuoricampisti
Un buon messaggio, la definizione del target e la scelta dei mezzi sono tre fra i principali ingredienti per la realizzazione di un efficace piano di comunicazione sia che si tratti di un’azienda sia che si tratti di una pubblica amministrazione. Gli studenti dei corsi di laurea in Scienze della Comunicazione, dopo aver acquisito le conoscenze teoriche, si sono cimentati, attraverso le opportunità offerte da Fuori Campus, nell’ideazione di strategie di comunicazione per importanti realtà aziendali legate al territorio umbro e non solo.
I corsi di Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Perugia hanno organizzato il seminario annuale di presentazione dei progetti realizzati da Fuori Campus dal titolo “Piano e Piani di Comunicazione” – mercoledì 21 marzo 2012 alle ore 10.00 nell’aula 2 della Facoltà di Scienze Politiche, via Pascoli.
Saranno presentati i quattro progetti realizzati dagli studenti nel 2011 e illustrate le attività svolte dalla redazione del Laboratorio Interno, il Fuori Lab. I “clienti” che si sono affidati a Fuori Campus sono:
- Cantina Signae – Cesarini Sartori: azienda vinicola, per la quale i ragazzi hanno proposto iniziative volte a promuovere il marchio “Rossobastardo” presso un target di giovani;
- Comune di Perugia: l’obiettivo del progetto è stato quello di condurre un’indagine statistica al fine di rilevare i comportamenti e gli atteggiamenti degli automobilisti di Perugia;
- Consiglio Regionale dell’Umbria, per il quale i tirocinanti hanno realizzato spot e documentari sulla trasparenza e sulla partecipazione della cittadinanza;
- Gmf (Grandi Magazzini Fioroni): gli studenti hanno analizzato l’immagine del marchio Emi-Hurrà attraverso uno studio statistico.
- Fuori Lab: redazione del portale, gestione social network, organizzazione eventi, coordinamento attività dei diversi gruppi di lavoro.
Il seminario, coordinato dal professor Paolo Mancini, inizierà con la relazione introduttiva di Angelo Buonumori, Direttore Generale Thema e Stefano Baldassarri, Amministratore Gruppo Publimedia. Nel corso dell’evento interverranno Simonetta Silvestri, Regione dell’Umbria; Roberto Ciccone e Stefania Papa, Comune di Perugia; Luciano Cesarini, Cantina Signae Cesarini Sartori; Claudio Martinelli, GMF Grandi Magazzini Fioroni Spa; Fuori Lab e Radiophonica, la web radio universitaria con la quale Fuori Campus ha attivato un partenariato. Concluderà l’incontro il professor Luca Dini.
L’invito all’evento è rivolto a tutti gli studenti dei corsi di laurea in Scienze della Comunicazione e alle aziende interessate ad una eventuale collaborazione con Fuori Campus.
Mauro Magatti: “la libertà è la mia soluzione per uscire dalla crisi”
16 marzo 2012 - eventi
Tags: Comune di Perugia, crisi economica, Governo Monti, Libertà Immaginaria, Mauro Magatti, Unipg, Università Cattolica di Milano
Il sociologo ed economista si interroga sulla natura della crisi economica e ne illustra le possibili cause.
Le Facoltà di Scienze Politiche e di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Perugia hanno organizzato un ciclo di incontri dal titolo “I volti della crisi. Economia, politica e società”. Il protagonista del primo incontro è Mauro Magatti, docente di Sociologia della globalizzazione presso l’Università Cattolica di Milano, e il team di FuoriLab, ovviamente, non poteva non intervistarlo.
Partendo dal titolo del seminario, secondo lei qual è l’origine della crisi economica?
La domanda naturalmente è un po’ impegnativa. La recessione economica è la crisi di quel modello di crescita iniziato durante gli anni Ottanta e i primi anni Novanta a cui si attribuiscono grandi meriti storici. Sicuramente è stato fatto un grande salto in avanti sul piano planetario per quanto riguarda la produzione di benessere che, però, presenta gravi elementi di contraddizione esplosi insieme alla crisi.
Quale interpretazione sociologica darebbe alla crisi attuale?
Io ho un approccio per cui economia e società non si dividono, ma si intrecciano. La mia lettura è di tipo weberiano e riflette lo spirito della forma capitalistica realizzatasi in questi venti anni, con i suoi fallimenti e le sue contraddizioni. Mi spiego: com’è stato possibile che vent’anni di crescita abbiano lasciato i paesi occidentali così indebitati? Questo è un risultato paradossale. Io credo che la spiegazione stia nel fatto che il sistema finanziario rendeva possibile un tale disavanzo per cui tutti si sono indebitati e, alla fine, questo grande castello tecnico è crollato perché trascurava tutta una serie di aspetti altrettanto importanti.
Lei è autore di alcuni libri tra cui “Libertà immaginaria”: cosa intende con tale espressione?
Intendo dire che le società occidentali hanno attraversato, negli ultimi 30-40 anni, la prima fase storica in cui la libertà è stata un’esperienza di massa. Non si è mai verificata, da nessuna parte e in nessun momento della storia, una situazione in cui il 90% della popolazione aveva accesso al benessere economico in un regime di democrazia politica di pluralismo culturale. Una condizione che i nostri antenati avrebbero potuto considerare paradisiaca. In questo contesto la libertà è come se ci fosse sfuggita di mano, vuoi perché la tecnica ha preso il sopravvento, vuoi perché l’individualismo ha prodotto disuguaglianze e ingiustizie, vuoi perché il sistema mediatico è diventato dominante.
Discipline come la sociologia e la psicologia in che modo possono fornire un aiuto per uscire dalla crisi?
Sono assolutamente fondamentali. Viviamo in un’epoca leggermente paradossale dove gli economisti, che sono i principali autori di quel sistema che si è rivelato problematico, si presentano anche come gli unici “medici”. Con tutto il rispetto per le scienze economiche, il cui contributo è fondamentale e che conosco perché le ho studiate, credo debbano essere integrate con altre discipline.
Cosa ne pensa della gestione della crisi da parte del Governo Monti?
Dal breve ragionamento che abbiamo affrontato si evince che l’Italia sta attraversando una situazione del tutto particolare, nel senso che ha partecipato molto marginalmente al processo di globalizzazione e, quindi, il panorama economico italiano va visto con un paio di occhiali leggermente diversi.
Gianrico Carofiglio: uso, abuso e disuso delle parole.
2 marzo 2012 - eventi, la manomissione delle parole
Tags: Gianrico Carofiglio, la manomissione delle parole, Scienze della Comunicazione, Unipg
“La manomissione delle parole”: la nascita del libro, la vita di uno scrittore.
Il team Fuori Campus incontra Gianrico Carofiglio magistrato e autore del libro “La manomissione delle parole” durante il ciclo di incontri di Scienze della Comunicazione, dall’omonimo titolo, che si sono tenuti il 22 e il 23 marzo 2012.
Come nasce l’idea del suo libro?
Questo libro nasce prima ancora di essere scritto. Era stato infatti citato in precedenza in un mio romanzo, dove mi ero inventato che il protagonista si metteva a leggere un libro dal titolo “La manomissione delle parole” che però in realtà non esisteva. Sono stato sommerso di richieste dai lettori di questo libro: non riuscivano a trovarlo nelle librerie ed ho pensato che se c’era richiesta avrei potuto scriverlo veramente.
Cosa intende per manomissione?
La parola “manomissione” ha un significato duplice: il primo nasce dalla nostra lingua parlata, dove le parole sono deturpate o danneggiate in maniera dolosa, per colpa o per inconsapevolezza; l’altro significato di manomissione deriva dall’antico diritto romano dove la manomissione era la cerimonia con la quale uno schiavo veniva liberato. A me è piaciuto molto che due significati così diversi potessero fondersi per dare senso a ciò che volevo dire nel mio libro: volevo parlare della manomissione come danneggiamento delle parole ma anche come liberazione delle parole.
Le tesi sostenute nel suo libro possono essere utili per il lavoro del lobbista?
Sì, credo possono essere utili se il lobbista è una persona onesta. Sono favorevole al lobbismo praticato in maniera trasparente, cioè al lobbismo inteso come presentazione degli interessi di una categoria. Il lobbista ha bisogno di conoscere il significato delle parole e deve saperle usare anche per non essere tradito dalle stesse.
Secondo lei i media manomettono la realtà?
Sì, direi proprio di sì, e il libro nasce proprio per questo, è legato alla constatazione di questa patologia.
Nel suo libro lei riflette sul significato di parole-chiave quali vergogna, giustizia, ribellione, scelta: perché ha scelto proprio queste?
Il perché si sono usate certe espressioni si scopre sempre dopo aver scritto. Infatti non so esattamente perché le ho selezionate: anche se sono la base di una scelta arbitraria, c’è però un senso nel percorso e la scelta è spiegata nei collegamenti fra i vari capitoli. Fondamentale è la parola “scelta” che per molte ragioni è il completamento di un percorso.
Lei è un magistrato: come nasce la sua passione per la scrittura?
Ho sempre desiderato scrivere, non avrei mai detto di voler fare il magistrato o studiare diritto ma scrivere sì. Poi ho fatto il magistrato e mi è piaciuto, ma il fatto di scrivere mi era sempre rimasto e così ho afferrato l’idea e scrivere è diventato il mestiere.
Laurea in Scienze della Comunicazione: opportunità e miti da sfatare.
22 febbraio 2012 - lavoro, stage e tirocinio
Tags: Kemon, Scienze della Comunicazione, stage, Stefania Sorio, tirocinio, Unipg
Stefania Sorio, neodottoressa, parla del percorso di studi alla luce delle sue esperienze professionali.
Il team di Fuori Campus ha incontrato Stefania Sorio in occasione della sua laurea in Comunicazione Istituzionale e d’Impresa. Stefania ci ha raccontato il suo percorso formativo, in cui l’Università degli Studi di Perugia e, in particolar modo, il corso di Laurea in Scienze della Comunicazione hanno svolto una funzione determinante. La nostra collega oggi ricopre il ruolo di Assistente della direzione commerciale Italia nell’azienda Kemon S.P.A..
Quale è stato l’argomento di tesi?
Mi sono occupata di una tesi che parla del cambiamento culturale e dello sviluppo di nuove strategie competitive attraverso lo studio in particolare, del caso Kemon spa. In questa azienda ho svolto uno stage di durata annuale (6+6) nel 2010 come Assistant Product Manager nella sede di San Giustino e subito dopo sono stata assunta nella sede di Milano al Kemon Style Lab come Assistente della direzione commerciale Italia.
A cosa ti è servito il corso di laurea in Scienze della Comunicazione ai fini del tuo lavoro?
Sembrerà retorica ma mi è servito tantissimo. Quando ho iniziato lo stage in Kemon stavo seguendo il corso di Strategie Politiche della Comunicazione aziendale. In quel momento Kemon stava attraversando un periodo di cambiamento sia culturale che di assetto strategico. Studiare l’esame della professoressa Addamiano mi ha consentito di acquisire quelle competenze che mi hanno permesso di non avere gli occhi chiusi e fare solo il mio lavoro, ma di comprendere quello che stava accadendo sia nell’azienda, sia all’interno del mercato dell’acconciatura professionale per capelli nel quale stavo operando. Scienze della Comunicazione mi ha fornito quelle competenze necessarie a destreggiarmi nel mio compito, non solo per quello che ero stata chiamata a fare: mi hanno permesso di “fare carriera”.
Quali erano le tue aspettative quando ti sei iscritta a Scienze della Comunicazione?
Ho iniziato il corso di laurea triennale con un obiettivo ben preciso: riuscire ad applicare, direttamente sul campo, le competenze che avrei acquisito durante gli studi. All’epoca ritenevo che solo poche Università offrissero una simile opportunità agli studenti. Per questo motivo ho svolto sin da subito vari stage, all’Ufficio Stampa dell’Università degli Studi di Perugia, presso l’Ufficio Educazione della Regione Umbria e, infine, nell’azienda Kemon.
Se dovessi fare un’analisi SWOT dei corsi di laurea in Scienze della Comunicazione, quali punti di forza e di debolezza evidenzieresti?
Aver svolto sia la triennale che la magistrale a Perugia mi ha portato a evidenziare un punto di debolezza su tutti, cioè la ripetitività degli esami, il fatto che gran parte di essi non ha avuto un valore aggiunto effettivo alla preparazione di noi studenti e al corso di laurea magistrale rispetto a quello triennale. Infatti pochi esami, ma fondamentali, hanno fornito tutte quelle competenze necessarie per orientarsi, con più facilità, nel mondo del lavoro. Un punto di forza, invece, è rappresentato dall’opportunità di svolgere stage formativi, accattivanti e vantaggiosi, grazie ai quali sono stata assunta presso la Kemon.
Quanto ti sono servite le tue esperienze professionali nello svolgimento della tua carriera universitaria?
Direi tantissimo. Il fatto che abbia sostenuto gli ultimi esami della mia carriera universitaria durante lo svolgimento dello stage in Kemon mi ha dato la possibilità di affrontare le prove con un atteggiamento completamente diverso: con una minore ansia e una maggiore padronanza dei contenuti. Le competenze acquisite sul lavoro mi davano la sicurezza che stessi assimilando i contenuti con un occhio critico diverso e con una maggiore consapevolezza. Durante il corso di laurea magistrale ho sostenuto esami brillanti: proprio grazie alle esperienze professionali li ho affrontati non più come degli scogli da superare, ma come dei gradini da percorrere giorno dopo giorno.
Su Scienze della Comunicazione sono nati molti pregiudizi, cosa diresti per sfatarli?
In primo luogo direi che la volontà deve partire da noi studenti. Ci sono molti di noi che sicuramente hanno fatto una cattiva pubblicità a Scienze della Comunicazione e che hanno avvalorato le voci secondo le quali gli esami sono “facili” e i voti vengono “regalati”: non è vero! Personalmente non ho mai svolto il corso di laurea con questa ottica: l’ho sempre affrontato con la volontà di sostenere ogni esame al massimo delle mie potenzialità, con la frequenza del corso e lo svolgimento di ricerche parallele, insomma con la volontà di lavorarci su. Il mito (negativo n.d.r.) di Scienze della comunicazione deve essere sfatato da noi studenti. Intraprendere questo corso presuppone la volontà di raggiungere obiettivi precisi quali, ad esempio, lavorare in un determinato ambito come quello del marketing o della stampa. Bisogna essere convinti di quello che si sta facendo e riuscire a prendere quello che di buono c’è in ogni esame. Bisogna avere un progetto di studi, un progetto professionale e un progetto di vita!
La manomissione delle parole: il doppio significato tra alterazione e liberazione.
16 febbraio 2012 - iniziative, lobby
Tags: 110 Caffè, Gianrico Carofiglio, lobby, Scienze della Comunicazione, Thank you for smoking, Unipg
Lobby, potere e persuasione al centro degli incontri di Scienze della Comunicazione.
Nell’attuale contesto politico-sociale, l’attività di lobbying, ancora una volta, assume una connotazione negativa poiché la si considera una pratica di rappresentanza di interessi che opera ai margini della legge.
Ne è prova il suo ruolo svolto in riferimento al tema delle “liberalizzazioni”: una questione che ha assunto toni accesi e ha visto contrapporsi interessi divergenti.
Questo e altri episodi analoghi hanno caratterizzato la storia delle lobby in Italia. Da qui nasce l’esigenza di discutere sul ruolo della persuasione delle parole e sull’argomentazione razionale, armi fondamentali per il lavoro del lobbista.
A tal proposito, i corsi di laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Perugia hanno organizzato due incontri dal titolo “La manomissione delle parole”. Il nome dell’iniziativa prende spunto dall’omonimo libro di Gianrico Carofiglio, magistrato e scrittore.
Il primo incontro – mercoledì 22 febbraio alle 15,30 presso il 110Cafè – prevede la proiezione del film Thank you for smoking tratto dal romanzo di Christopher Buckley e diretto da Jason Reitman.
Nick Naylor, protagonista del film, è il portavoce della Big Tobacco il cui obiettivo principale è quello di difenderne gli interessi minacciati sempre più dai detrattori delle sigarette.
Compito non facile in un’epoca caratterizzata da campagne di sensibilizzazione alla salute e dai numerosi divieti anti-fumo. Come riuscirà allora il nostro protagonista nella sua impresa?
L’arte della persuasione e l’abilità dialettica saranno i suoi punti di forza attraverso i quali egli “filtrerà” la realtà cercando di dimostrare che “se argomenti, non hai mai torto”.
Nel secondo incontro – giovedì 23 febbraio alle 16 presso l’Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia – Gianrico Carofiglio dibatterà sul potere creativo delle parole e sul loro uso spesso improprio e superficiale, con conseguente perdita del loro significato reale.
È necessario, quindi, restituirgli un senso attraverso quell’operazione di rottura e di ricomposizione che lo stesso Carofiglio definisce “manomissione”.
Nella sua opera, l’autore, si focalizza sul recupero della forza originaria di alcuni termini quali vergogna, giustizia, ribellione, bellezza e scelta, anche attraverso il punto di vista di poeti, scrittori e filosofi.

