Il potere invisibile. Il segreto e la menzogna nella politica contemporanea

9 dicembre 2011 - filosofia e linguaggio politico
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In occasione dell’uscita del libro “Il potere invisibile. Il segreto e la menzogna nella politica contemporanea”  Fuori Campus ha  incontrato il suo autore Vincenzo Sorrentino, docente di Analisi del linguaggio politico e di Teorie della sfera pubblica per il corso di laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Perugia.
Il professore ci ha spiegato il motivo per il quale il tema del segreto è di grande attualità e come esso si lega alle tematiche del capitalismo e delle nuove tecnologie.

Perchè ha scelto proprio questo tema?

Il tema nasce da una constatazione riguardo la diffusione del ricorso al segreto e alla menzogna nella politica contemporanea, in questi ultimi anni, ma non solo. È un aspetto centrale nella storia politica, ovviamente non soltanto moderna. L’occasione contingente nasce dalle letture di Bobbio sul tema del potere invisibile.
Il suo è un libro di filosofia politica o di politica?
Di filosofia politica senz’altro, di teoria politica in senso più ampio.

Il rapporto tra democrazia e capitalismo è considerato come una delle cause principali del diffondersi del potere invisibile nelle democrazie contemporanee. Come affronta questo argomento?
Da un lato la democrazia è un “regime” utile per lo sviluppo del capitalismo. Lo è stato storicamente per eliminare gli ostacoli feudali all’imporsi di questo modo di produzione. Le varie forme di libertà alimentano i consumi e quindi in qualche modo sostengono per certi versi la produzione. Il capitalismo ha bisogno di un certo tipo di libertà che la democrazia può garantire. Per un altro verso, però, la democrazia è pericolosa per il capitalismo proprio perché può legittimamente portare al potere forze politiche, movimenti sociali, che si pongono come obiettivo una limitazione del capitalismo o addirittura un suo superamento.

Quali sono i motivi del peso rilevante che i poteri invisibili hanno avuto nella storia dell’Italia repubblicana?
Per quello che riguarda la specifica situazione in Italia, noi abbiamo un inquinamento profondo nella nostra vita politica dovuto al radicamento di reti parallele e occulte che hanno la loro origine nella guerra fredda combattuta contro il comunismo. Al di là dell’Italia, le ricadute sono profonde se pensiamo semplicemente al fatto che una delle cause, come tutti gli esperti riconoscono, della profonda crisi economica è la finanzializzazione senza regole dell’economia mondiale, una finanzializzazione che è avvenuta in gran parte nell’ombra, fuori dal controllo pubblico. Il proliferare insomma di un’economia del tutto sganciata dall’economia reale, esclusivamente finanziaria, al di fuori di ogni regola, quindi al di fuori di ogni trasparenza.

Le tecnologie telematiche favoriscono la partecipazione o rafforzano i poteri invisibili?
Io penso, o almeno sono d’accordo con coloro che guardano a questo fenomeno anche con una certa distanza critica. Noi tutti ci troviamo di fronte ad una tecnologia ambivalente, che da un lato apre notevoli possibilità di democratizzazione della vita politica, ma che dall’altro lato apre anche nuovi scenari inquietanti per quello che riguarda il controllo sociale.

Introduzione del libro

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