“IL LOBBYING TRA UNIONE EUROPEA ED ESPERIENZE REGIONALI: MARIA CRISTINA ANTONUCCI CI AIUTA AD APPROFONDIRE ”
11 dicembre 2012 - lobby, relazioni pubbliche
Tags: antonucci, Fuoricampus, lobby, relazioni pubbliche
Il 21 novembre presso il Dipartimento di Istituzioni e Società dell’Università di Perugia si è svolto il seminario promosso dal professor Marco Mazzoni dal titolo “Il lobbying tra Unione Europea ed esperienze regionali”. L’ospite di questo appuntamento è stata la studiosa Maria Cristina Antonucci che si occupa di analisi di comunicazione del lobbying ed è ricercatrice all’interno del Consiglio nazionale delle Ricerce nel quale studia e analizza i fenomeni relativi alla comunicazione del lobbying. Per le sue analisi è partita dall’intervistare un alto numero di lobbisti italiani, circa 40, ritenendola una delle esperienze professionali più significative ai fini del suoi studi.
Chiariamo con lei qualche dubbio:
Quali sono le principali differenze tra lobbying europeo e lobbying nazionale italiano?
L’attività di lobbying a livello europeo è regolamentata da leggi ben precise e il lobbista che si muove in sede europea è un professionista specializzato in quanto la sua attività è volta al supporto della Commissione e del Parlamento Europeo in decisioni che riguardano materie di carattere profondamente tecnico. Il lobbista italiano non è invece tutelato da alcuna regolamentazione: per questo la sua connotazione di “faccendiere”, anche perché spesso è legato a grandi associazioni di categoria sia dei produttori che dei lavoratori che lo portano inevitabilmente ad avere una visione di parte.
Essendo vicina a molte figure di lobbisti, anche a figure femminili, cosa significa essere una donna lobbista? C’è discriminazione sessuale in una professione così recente?
Ho avuto modo di constatare come le componenti tipiche femminili quali la perseveranza e il multitasking siano elementi utili in settori specialistici del lobbying; le ragazze giovani che si dedicano con impegno e dedizione riescono ad ottenere molti risultati nonché spesso a sostenere la sfida di conciliare famiglia e professione con grande successo! Questa nuova generazione di donne lobbiste vengono spesso da periodi di formazione presso le sedi europee di Strasburgo e Bruxelles per poi dedicarsi con passione all’attività in ambito nazionale. Essere donna ed essere lobbista significa, soprattutto in Italia, trovarsi a combattere il peso della discriminazione sessuale, specialmente con quella vecchia generazione di politici di cui è composta in gran parte la classe politica italiana. Ma sono pregiudizi che hanno vita breve di fronte alla sempre crescente competenza di queste nuove leve.
Un’ultima domanda, quali sono adesso i temi caldi a livello europeo?
Un tema ad oggi molto discusso riguarda le consultazioni che la Commissione del Parlamento Europeo ha lanciato dall’estate del 2012 per prevedere l’unificazione del registro dei lobbisti che avranno accesso tanto alla Commissione quanto al Parlamento Europeo. Per la creazione di questi registri sono previsti contributi che agevolino il lavoro del lobbista mettendolo più facilmente in comunicazione con esponenti istituzionali.
Intervista a Alessia Gemma di Smemoranda
8 dicembre 2012 - media e comunicazione
Tags: alessia gemma, Fuoricampus, Smemoranda
Intervista a Alessia Gemma di Smemoranda
L’ATENEO PERUGINO TORNA A FESTEGGIARE
8 dicembre 2012 - eventi, fuori campus
Tags: eventi, proclamazioni lauree, rettorato
In occasione della proclamazione delle lauree, martedì 20 novembre 2012 presso l’aula Magna del Rettorato, i laureandi dell’Università degli Studi di Perugia fra gli applausi e l’emozione di familiari e amici, hanno ricevuto il diploma di laurea triennale in “Scienze della Comunicazione”.
Il Presidente dei Corsi di laurea, Paolo Mancini, ha introdotto la cerimonia rivolgendo un caloroso augurio ai neo-dottori, non risparmiando parole e pensieri per Scienze della Comunicazione, una laurea molto spesso sottovalutata ma che, invece, introduce i neo-comunicatori ad un vasto campo di opportunità lavorative.
Importante è stata la partecipazione di Alessia Gemma, ex-studentessa di Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Perugia e attualmente copywriter nella redazione web di Smemoranda, la quale ha onorato l’evento con la sua testimonianza. Alessia ha raccontato come aver studiato comunicazione la abbia aiutata ad avere competenze in più campi permettendole di affrontare con molto più coraggio il mondo del lavoro che si presentava, mai quanto oggi, incerto. Il consiglio ai neo-dottori è di essere umili e disponibili ed allo stesso tempo “choosy” con coloro che credono di essere legittimati a metterci i piedi in testa. Ha ricordato che la via per il traguardo è tortuosa ed ha concluso con un: “Provateci sempre, le cose arrivano muovetevi, muovetevi”.
E se coriandoli e corone d’alloro non fossero bastate non ci resta che augurarvi il più grande degli “In bocca al lupo” ed ancora “AUGURI DOTTORI!”.
Intervista a Claudio Velardi
8 dicembre 2012 - lobby, media e comunicazione, seminario
Tags: Claudio Velardi, Fuoricampus, lobbyng, mazzoni
UMBERTO ECO E L’EUROPA DELL’INTEGRAZIONE
28 novembre 2012 - cultura, eventi, fuori campus
Tags: integrazione
Intervista Prof Umberto Eco e On. Mara Carfagna
Intervista Wladimiro Boccali sulle politiche di integrazione del comune di Perugia
Lunedì 19 novembre si è tenuta a Perugia presso Palazzo Priori, la giornata di studi “L’Europa dell’Integrazione: Modelli a Confronto”. All’evento hanno presenziato personaggi di spicco della cultura e della politica italiana ed europea, tra i quali: lo scrittore e filosofo Umberto Eco, il Ministro per la Cooperazione Internazionale e Integrazione Andrea Riccardi, il presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini e l’Onorevole Mara Carfagna.
Nell’arco della giornata ci si è più volte chiesti se fosse realmente possibile rendere italiani persone provenienti da luoghi diversi, con lingua, tradizioni e cultura molto differenti dalla nostra, o quanto meno raggiungere una piena integrazione.
L’ Umbria conta circa 900 mila abitanti, di cui 100 mila stranieri; di questi ultimi 20 mila sono studenti, portando così la Regione al primo posto per l’incidenza di studenti stranieri nati in Italia. Da questi dati inoltre risulta che, ad esempio nella città di Perugia, dei tanti immigranti solo pochissimi possiedano la cittadinanza italiana. Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria, afferma la necessità di un processo di autonomizzazione degli stranieri immigrati, ovvero della concessione automatica della cittadinanza italiana almeno per coloro che sono nati nel nostro paese.
Il Ministro per la Cooperazione Internazionale e Integrazione, Andrea Riccardi afferma a gran voce la necessità dell’integrazione, fondamentale per la crescita dell’Italia. Per raggiungere quest’ obiettivo, sottolinea l’importanza di dare all’immigrazione un posto legale, istituzionalizzandola e combattendone quindi lo sfruttamento, dovuto ad una carenza culturale e ad una visione erroneamente diffusa dell’immigrazione come minaccia ed emergenza.
Umberto Eco, pone l’accento sulle radici culturali dell’Europa, sottolineando come essa sia un continente caratterizzato da un’identità multiculturale e non monolitica fin dalle sue origini. L’Europa, infatti, è un luogo d’immigrazione, “un meticciato di culture” riuscito, cioè un continente “colorato”, multirazziale. Alla base dell’integrazione troviamo il modello della negoziazione, utilizzabile non solo a livello socio-economico, ma utile per far convergere idee diverse verso un punto d’incontro.
L’Onorevole Mara Carfagna, ex Ministro per le Pari Opportunità, evidenzia come la partecipazione femminile sia fondamentale per il processo d’integrazione. In Italia su 5 milioni di immigrati, 1 milione di essi sono donne, che svolgono lavori quali badanti e colf. Sono proprio loro che per prime, il più delle volte, promuovono questo processo d’integrazione ma, loro mal grado, molto spesso rimangono prigioniere della loro stessa cultura.
In conclusione, si ritiene sia basilare dare fin da bambini un’educazione che promuova la tolleranza come principio di vita, in quanto è impossibile raggiungere l’unanimità nel definire una cultura migliore dell’altra.
LOBBYING E ADVOCACY. FABIO VENTORUZZO RACCONTA IL MESTIERE DEL LOBBISTA
28 novembre 2012 - fuori campus, lavoro, lobby, relazioni pubbliche
Tags: Fabio Ventoruzzo, lobby
Fabio Ventoruzzo, membro del comitato esecutivo di Ferpi (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana), ha tenuto un seminario riguardante “L’attività di lobbying e advocacy tra miti e realtà”, evento svoltosi il 14 novembre 2012 presso l’Università degli Studi di Perugia e fortemente voluto da Marco Mazzoni, docente di Relazioni Pubbliche.
Sebbene spesso confuse lobbying e advocacy assumono connotazione propria da quanto emerge dalle parole di Ventoruzzo; la prima riguarda l’influenza diretta del processo decisionale nella creazione o modifica di leggi e regolamenti, la seconda è un processo indiretto che vede la mediazione di figure come gli stakeholders.
Se in Italia la figura del lobbista viene spesso confusa con quella del “faccendiere”, in realtà il nostro esperto chiarisce quanto il lobbying sia qualcosa di molto semplice e trasparente che non ha niente a che vedere con la corruzione e che anzi è espressione di democrazia addirittura prevista -indirettamente – dalla nostra Costituzione. Le possibili cause di questo fraintendimento vengono rintracciate nella negligenza degli stessi lobbisti nel non far conoscere la loro professione, nella facilità con cui i giornalisti utilizzano il termine lobbista e nell’ignoranza e lo scarso interesse del cittadino riguardo il processo decisionale.
In questo momento di incertezza economico-politica si pone ancor più l’attenzione sull’argomento; la classe dirigente tende ad allontanarsi dall’opinione pubblica e quindi la democrazia rappresentativa, così come la conosciamo, è destinata a scomparire portando alla modifica delle dinamiche di relazione col processo decisionale.
Ma cosa fa di un lobbista un buon lobbista? Una forte capacità di analisi e sintesi, grande curiosità per l’attualità, competenze economico-manageriali, forte senso critico ed etico, fondamentale la padronanza della lingua inglese.
Al momento nell’occhio del ciclone dell’attività del lobbista troviamo temi scottanti quali la legge di stabilità, il decreto crescita e la riforma della legge elettorale.
L’incontro è stato accolto con entusiasmo dagli studenti che hanno dato voce a dubbi ed opinioni incuriositi da una professione di cui sentiremo ancora molto parlare.
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